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Emiliano Brunori


Visto il riaccendersi nelle trame della rete dei golosi dell’interessantissimo dibattito sulla giustezza di salare l’acqua della pasta prima o dopo il bollore, colgo l’occasione per ricordarvi la ricetta di una buona pasta burro e parmigiano, che prevede: una quantità necessaria di pasta (pensare sempre per due), troppo burro (no fesserie: burro colorato e profumato, di latte di montagna) e un’enormità di Parmigiano Reggiano grattugiato. Poi, se vorrete sentirvi dei cuochi amorevoli con voi stessi, mantecherete la pasta in una casseruola con gli ingredienti di cui sopra, un po’ di panna fresca e alcuni pizzichi di noce moscata e pepe bianco, rilasciati sulla preparazione volgendo lo sguardo altrove, come solo una regina sdegnata con la corte. Nota per coloro che abbiamo trascorso una ragionevole porzione della loro vita a rimirare il soggetto della copertina de “Il talismano della felicità” di Ada Boni: mi raccomando, ove possibile, ditaloni rigati e cucchiaio da minestra.


Avevo dimenticato la luce accesa nel ripostiglio del giardino. Quando l’ho aperto, dentro c’era uno di Enel Energia. Mi sono spaventato, ma lui, in silenzio, mi ha sorriso mentre spegneva la luce, rimanendo dov’era. Mentre richiudevo la porta dietro di me, mi ha sussurrato nel buio: “Ricordati di me”.


Kenro Izu: estratti dalla mostra Territori dello Spirito


Un tuffo nel passato. Ero alle elementari, e quel giorno mi dovevano aver fatto qualcosa di brutto. Non ricordo cosa, ma evidentemente era qualcosa che mi ero tenuto dentro e che mi aveva fatto incazzare parecchio, perché mi ero ripromesso di fargliela pagare pesantemente il giorno dopo. Il giorno dopo, però, semplicemente, la cosa mi era già passata di mente, bontà mia, così la giusta punizione non si abbatté sui colpevoli e, sono certo, la giornata di scuola passò tra i soliti frizzi e lazzi. Se non che, al ritorno a casa dopo la scuola, mi ricordai della mancata punizione, e così, perché la giustizia facesse sine dubio il suo corso, mi scrissi un appunto sulla lavagna che avevo in cameretta. E infatti, al risveglio, trovai lì il mio utile appunto, che ricordo molto chiaramente quasi fosse oggi: era scritto in rosso, grande e in stampatello: “NON PARLARE PIÙ ALLE FEMMINE”.



queenofgodless:

Odio i libri, le canzoni, le citazioni, i racconti che contengono la frase “non piangere”. I consigli da “asciugati gli occhi” o “non vale la pena di versare lacrime”. Il dolore è sacrosanto. Soprattutto il proprio. Le lacrime hanno un tempo. Se le conservate dentro finiscono per marcire. Piangete. Piangete tutte le vostre lacrime, finché ne avete. Fatevi questo favore.


Arno Burgi: A man cleaning the glass roof of Dresda’s World Trade Center (2014)

Arno Burgi: A man cleaning the glass roof of Dresda’s World Trade Center (2014)


Soffriamo con pazienza e con silenzio come ha fatto Gesù Cristo.

n.d.A. sono i Tortellini in crema di parmigiano di Massimo Bottura


"Dalle specifiche tecniche il nuovo iPhone 6 Plus risulta così sottile, ampio e resistente ai liquidi, che mi chiedo quando uscirà la versione Ultra Notte con ali."


È che ieri era rimasto un po’ di sugo con acciughe, olive taggiasche, capperi e finocchio selvatico in cui avevo cotto i filetti di nasello…


Michael Probst: Empty rails during a strike of the workers of the transportation system. Frankfurt, Germany (2014)

Michael Probst: Empty rails during a strike of the workers of the transportation system. Frankfurt, Germany (2014)


"Hai la barba alla Norma" (cit. queenofgodless)


"Pinocchio col suo bravo abbecedario nuovo sotto il braccio, prese la strada che menava alla scuola" Carlo Collodi

Il grammar nazi lo conoscete tutti, fondamentalmente è un rompicoglioni un po’ timido e frustrato che si sfoga sui vostri scritti, con l’imperdonabile aggravante di aver sempre ragione. Il grammar communist, invece, ti fa lo stesso notare tutti gli errori, ma cerca di convincerti che c’è poco da vantarti, non sono solo merito tuo. Poi c’è l’ex grammar communist, che è un po’ come quei compagni di classe che prendono un voto più basso di te che gli hai passato il compito, così se la prendono con la tua orribile grafia, che sembrerebbe avergli comportato un sacco di errori di trascrizione, e si prendono sia il 6— che la pizzetta rossa che ti avevano promesso. Per finire, il post grammar communist, ideatore della teoria secondo la quale l’unico modo possibile di evitare errori è farli ancora più grandi, tanto enormi da deformare il testo e renderne impossibile la lettura, al punto che il lettore si convince da sé che in fondo questa grammatica politica contemporanea poteva farla anche lui.


Mentre erano in ufficio con quella fametta che ti prende a metà mattina, Gesù prese della pizza bianca e, dopo aver detto la benedizione, la aprì in due per farcirla con la mortadella e la diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo»
Matteo er pizzicarolo 26,26

Mentre erano in ufficio con quella fametta che ti prende a metà mattina, Gesù prese della pizza bianca e, dopo aver detto la benedizione, la aprì in due per farcirla con la mortadella e la diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo»

Matteo er pizzicarolo 26,26


Dovremmo fermarci un attimo tutti insieme per ascoltare in silenzio questa storia. Ce la racconta per bene Wayne Shorter col sax, mentre Joe Zawinul ci fa le sue solite coccole, piano piano col synth.